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La saldatura di testa delle batterie

 
Parecchi anni fa, sul n° 48 di MODELLISMO, pubblicammo un articolo di Nicola Fischetti dedicato alla tecnica di saldatura di testa delle batterie. All'epoca, ridurre ai minimi termini resistenza e dispersioni era assolutamente vitale. Non che oggi sia meno importante, ma con le attuali LiPo già preconfezionate che oltretutto hanno una densità energetica impensabile per le vecchie NiCd, il problema è meno sentito. Ciò non toglie che questa tecnica sia ancora utile per assemblare pacchi di celle LiIo come le A123 oppure le NiMH. In particolare, in quest'ultimo caso mi riferisco alle Sanyo Eneloop, che beneficiando della tecnologia LSD (non è un allucinogeno! Vuol dire “Low Self Discharge”, ovvero “bassa autoscarica”) sono a mio avviso le uniche degne di attenzione. Personalmente ho una pessima opinione delle celle NiMH e non le userei mai, ma le Eneloop, soprattutto per quel che riguarda l'alimentazione di bordo, sono ottime ed affidabili.

 

Saldare di testa
Per poter saldare le celle mettendo a diretto contatto fra loro positivo e negativo, senza ricorrere a ponticelli, occorre un saldatore con la testa “a martello”. Questa testa va sostituita a quella standard su di un comunissimo saldatore (io uso un Elto da pochi Euro) da 80-100 W. E' importante che il saldatore sia potente perché in questo modo la saldatura avverrà molto rapidamente, col minimo trasferimento di calore alla cella. Le teste non sono sono facilissime da trovare, ma, ad esempio, le ha ancora Lindinger qui.  Esistono da 8 e da 10 mm e costano davvero due soldi. In alternativa si può usare un saldatore a testa piatta. In questi utensili l’elemento saldante è costituito da una piastra di rame in genere da 30-40 mm di larghezza per 3-4 mm di spessore che nel nostro caso va opportunamente sagomata come nella figura qui sotto. 

 

 

Ora prendete un corto spezzone di profilato di alluminio ad L di 20x20 mm, fissatelo nella morsa o dove preferite voi, ma in maniera stabile. Dopo aver stagnato (poco più di un velo, mi raccomando!) sui due poli tutti gli elementi, posizionate sul profilato ad L in maniera stabile con del nastro adesivo (due giri di nastro in carta sono sufficienti) il primo elemento mentre il secondo lo terrete con le dita aderente ai lati del profilato stesso e subito sopra al primo elemento. Una nota importante per le Eneloop: contrariamente alle A123 o alle vecchie NiCD che hanno i poli quasi “a raso”, le Eneloop hanno il classico positivo a bottoncino, molto rilevato. Saldandole di testa restano un paio di mm d'aria fra una cella e l'altra e in caso di urti o sollecitazioni violente la saldatura si potrebbe spezzare. Per ovviare a ciò è opportuno interporre, fra una cella e l'altra, un O-ring da 2x8 mm che riempie questo spazio e fa da sostegno.

 

 

A questo punto interponete il saldatore tra i due elementi scaldando contemporaneamente la parte superiore dell’ uno e quella inferiore dell’ altro. Contate 1...2...3. Togliete il saldatore e facendo scorrere l’ elemento superiore lungo il profilato (il tutto rapidamente, ma senza fretta) portatelo decisamente a contatto con quello inferiore. Le due celle ora sono perfettamente in linea e saldate per offrire la minore resistenza possibile (infatti si sfrutta tutta la superficie dell’ elettrodo positivo).

 

 

Ripetete l’ operazione con gli altri elementi ed unite i due “ salsicciotti” ottenuti con una o due strisce di rame stagnato oppure, se si tratta di un pacco a 5 elementi, con la quinta cella bloccando il tutto con un po' di colla a caldo prima di rivestire col termoretraibile. Evitate di esagerare con lo stagno altrimenti correte il rischio di farlo “schizzare”, con la possibilità di cortocircuitare tra loro due elementi contigui. D’altra parte eccedere in senso opposto può significare una saldatura fredda, cosa da evitare assolutamente. Il mio consiglio è di prendere un po' di vecchie batterie (accuratamente scaricate) per fare le prove. Vedrete che dopo uno o due tentativi diventerete dei maestri. Non togliete l’isolante che circonda le celle, altrimenti manderete in corto tutto il pacco (l’isolamento tra i corpi di ogni singolo elemento dev’essere garantito).

 

 

 



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